La sfida della sostenibilità è ormai evidente e da cogliere con urgenza

Scritto da Manuela Macchi il .

In questi giorni, mentre si sta svolgendo la 77a Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la sfida della sostenibilità sembra essere più evidente e da cogliere con urgenza da tutti.

Il contesto odierno

In vista della COP27, che si terrà a Sharm el-Sheikh, in Egitto, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, ospiterà oggi 21 settembre una tavola rotonda informale dei leader sull’azione per il clima, che riunirà una piccola ma diversificato e rappresentativo gruppo di Capi di Stato e di Governo durante la 77a Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La tavola rotonda faciliterà uno scambio franco e informale tra i leader mondiali mentre gli impatti climatici peggiorano in tutto il mondo e le emissioni di carbonio continuano a salire a un livello record, colpendo più duramente le comunità vulnerabili. In mezzo a questo peggioramento della crisi, la tavola rotonda farà il punto sulle azioni intraprese dai governi fino ad oggi per adempiere e rafforzare gli impegni presi prima e durante la COP26 di Glasgow. Evidenzierà inoltre le significative lacune in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento e resilienza, finanziamenti per il clima, nonché perdite e danni.

L’evento mira a costruire una comprensione comune su come i leader mondiali possono rafforzare la cooperazione internazionale e rilanciare il sistema multilaterale per fornire progressi dimostrabili attraverso un esito positivo alla COP27 che aiuterà a colmare queste lacune.

L’urgenza dell’integrazione ESG nella strategia aziendale

Oggi, le aziende che non hanno ancora fatto una riflessione sulla necessità di integrare i temi esg nella strategia aziendale, devono seriamente fermarsi a riflettere nella prospettiva della competitività ma soprattutto della resilienza, della sopravvivenza e della creazione del valore nel lungo periodo.

Tantissime ormai le sollecitazioni che arrivano alle imprese:

  • Normativa: Piano di economia circolare, Tassonomia europea, CSRD (Nuova Direttiva sul Reporting di Sostenibilità in sostituzione alla NFD/DNF), CSDD (Nuova Direttiva sulla Due Diligence Human Rights e Ambiente che vede la generazione da un regolamento tedesco che entrerà in vigore in Germania da gennaio 2023), SFDR,..);
  • Finanza: il mondo della finanza ormai è pienamente coinvolto nel mondo ESG. Parliamo non solo di investitori che per regolamenti normativi e per business stanno favorendo la cultura dei rischi ESG (fisici e di transizione) e stanno iniziano a selezionare i portafogli all’insegna della sostenibilità, ma parliamo anche di banche che sono chiamate a profilare le aziende clienti in funzione dei rischi ESG e della strategia e del piano di azione di sostenibilità.
  • Mercato: vi sono sempre più richieste per la trasformazione sostenibile del modello di business aziendale da parte della filiera verso la costruzione di una catena di fornitura responsabile e sostenibile. I clienti e i consumatori hanno acquisito consapevolezza – spontaneamente o meno – sui temi esg come evidenziano i cambiamenti delle imprese e numerose ricerche. Per non parlare delle gare che premiano l’attenzione al lavoro e alla diversità e inclusione.
  • ONG e Società Civile: dall’ambito internazionale a quello locale, è il primo ambito che si è mosso sui temi della sostenibilità. Dal 2015 con la COP21 e l’Agenda 2030 è maggiore l’attenzione e maggiori sono anche le opportunità per lavorare in partnership profit-non profit-PA in ottica di sussidiarietà circolare e di generazione del valore sostenibile. Da soli è difficile conseguire nel VUCA world. Inoltre, oggi stiamo vivendo una crisi sempre più intensa per la messa a rischio di diritti umani e ambiente e la società civile porta questi temi ad alta voce essendo a rischio la nostra vita e quella del pianeta.

E quindi?

Quindi diventa urgente valutare l’adeguatezza del proprio modello di business e integrare la sostenibilità nella strategia, nei processi e nella governance perché è una questione di competitività e di sopravvivenza per la creazione di valore nel lungo periodo = successo sostenibile. 

Questo senso di urgenza non riguarda solo grandi aziende ma anche le PMI che sono l’asset chiave del nostro Paese e dell’Europa e che hanno minori risorse e minori competenze manageriali per farlo.

Se vuoi approfondire con me il tema del Percorso ESG consulta le aree di intervento e contattami: manuela.macchi.4sustainablebiz@gmail.com


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